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Leader del settore culturale: la formazione IULM - MeP
#COMPETENZE

20 anni di ricerche in ambito europeo ci hanno portato alla consapevolezza dell’importanza delle competenze trasversali e del lavoro collaborativo nel management culturale e non solo

L’Unione Europea, nelle sue programmazioni, ha adottato diverse iniziative e regolamenti volti a promuovere lo sviluppo di tali competenze. Pensiamo all’Agenda europea per le competenze che mira a promuovere lo sviluppo di competenze soft tra i cittadini europei e le cittadine europee al fine di migliorarne l’occupabilità e la competitività nel mercato del lavoro; oppure al LifeComp: The European Framework for the Personal, Social and Learning to Learn Key Competence il quadro di riferimento sviluppato dalla Commissione Europea per guidare l’educazione e la formazione nell’ambito delle competenze personali, sociali e relative all’apprendimento

L’ European Commission’s Joint Research Centre sostiene l’importanza delle competenze trasversali come strumenti fondamentali per adattarsi al mondo che cambia e per raggiungere la realizzazione e la soddisfazione personale; per formarsi e imparare a relazionarsi con gli altri, per “imparare a imparare” e per favorire la cittadinanza attiva; per aumentare la partecipazione al programma Erasmus+ grazie al quale da anni sviluppiamo progetti innovativi in partenariati transnazionali e transettoriali sul tema.

A partire da questi studi ed esperienze, nelle nostre pratiche lavorative sperimentiamo quotidianamente l’utilizzo di strumenti, metodi e approcci volti a promuovere lo sviluppo di abilità soft e relazionali e modelli di lavoro collaborativo sia interni all’organizzazione che esterni. Questo approccio è per noi essenziale per stimolare l’innovazione dei servizi Melting Pro, gestire progetti complessi, comunicare efficacemente e adattarsi ai cambiamenti del mercato.

In particolare, competenze trasversali come il lavoro in team, l’ascolto, il pensiero critico, il problem solving e la creatività sono essenziali per analizzare criticamente le sfide e promuovere soluzioni originali e di successo. È ormai riconosciuto che le competenze trasversali e gli approcci collaborativi sono necessari per trainare anche i processi di innovazione digitale all’interno delle organizzazioni culturali.

Essere capaci di adattarsi e trovare soluzioni originali è cruciale per sviluppare progetti artistico-culturali capaci di coinvolgere e produrre impatti significativi sui territori. Comunicare in modo chiaro ed efficace con i pubblici, i partner, gli sponsor è fondamentale per garantire il successo di un progetto culturale. Sono competenze basilari per affrontare i cambiamenti che caratterizzano il contesto nel quale ci muoviamo e per continuare a prosperare nonostante le avversità.

È dunque chiaro come l’individuazione, la valorizzazione ma anche il rafforzamento di tali competenze, attraverso percorsi di formazione specifici, costituiscano un elemento di accelerazione e facilitazione di comportamenti innovativi essenziali per il nostro comparto. Purtroppo, però, sono ancora pochi i percorsi di formazione che insistono su queste tematiche e limitato l’investimento che le realtà accademiche fanno per l’aggiornamento dei profili professionali settoriali. 

Una eccezione in questo senso è sicuramente il master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali promosso dall’Università IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano con il quale collaboriamo da 5 anni, attraverso un seminario che ha l’obiettivo di offrire ai/alle giovani strumenti per poter analizzare in positivo le proprie competenze, valorizzando anche quelle acquisite in contesti informali, riflettere sul proprio sistema valoriale in quanto individui ma, soprattutto, in quanto professionisti della cultura, e lavorare sulla capacità di lavorare in gruppo e di fare rete.
Dopo 5 anni possiamo dire che è aumentata la consapevolezza rispetto l’importanza di tali competenze e tematiche tra i corsisti e le corsiste e questo ci dà fiducia rispetto la formazione di manager culturali sempre più attenti a questioni rilevanti e attuali come gli impatti sociali, l’ascolto attivo di persone/pubblici, lo sviluppo di iniziative di valore. Emerge però in modo evidente la necessità di un lavoro congiunto tra sistemi di istruzione, formazione e famiglia su un ambito strategico e complesso come quello della gestione delle emozioni, in un momento storico in cui i conflitti internazionali, la crisi ambientale, la passata pandemia rendono i/le più giovani spaventati/e incerti/e rispetto il proprio futuro. 

Il percorso ci sta, inoltre, insegnando che l’idea che le nuove generazioni hanno delle professioni artistico-culturali è in alcuni casi parziale e legata solo ad alcune professioni più “classiche”. Da qui la consapevolezza che, come organizzazioni del settore, dovremmo da un lato rendere più esplicite le mille sfaccettature del nostro lavoro, anche per valorizzare impegno e professionalità, dall’altro raccontare le diverse opportunità che il settore offre in termini di nuovi profili professionali oggi necessari, come quelli in grado di coniugare competenze soft ad altre competenze tecniche strategiche, come il digitale o la capacità di conciliare cultura a sostenibilità. C’è tanto da fare ancora ma siamo fiduciose che questo percorso tracci una giusta strada.

Antonia S. e Ludovica D.A.
Area Competenze per il settore culturale

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