Nuove tecnologie e nuovi ruoli professionali nei musei

Nel dossier Nuove tecnologie e nuovi ruoli professionali nei musei di IBC- Istituto dei beni artistici e culturali dell’Emilia Romagna, a cura di a cura di Gilberta Franzoni, Valentina Galloni, Margherita Sani che prende spunto dalle riflessioni del progetto Europeo Mu.SA, troverete molti articoli interessanti per riflettere sulla dimensione e l’urgenza di investire in competenze digitali nel settore museale e in figure professionali al passo con i tempi.

Nello specifico segnaliamo gli articoli di:

Romina Surace, Fondazione Symbola, sulla necessità di non banalizzare l’uso degli strumenti tecnologici perchè “se non inseriti in una strategia complessiva, possono tramutarsi in inutili gadget incapaci di apportare alcun valore aggiunto all’esperienza e all’apprendimento”.

Antonia Silvaggi, referente per MeP dell’Area Competenze per la cultura, illustra i quattro profili professionali emersi dalla ricerca Mu.SA mettendo in luce alcuni aspetti molto importanti che vanno al di là della semplice esigenza di formazione continua degli stessi operatori. I risultati suggeriscono quanto sia importante lavorare a livello strategico per diffondere una cultura del digitale che superi le resistenze e che faccia comprendere l’opportunità di un nuovo modo di lavorare, basato sulla centralità del pubblico e sulla produzione di contenuti specifici.

Paolo Cavallotti, Responsabile Digital del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano intervistato da Federica Pesce, spiega che il suo lavoro è anche portare il digitale all’interno del museo, dentro ogni piccolo processo lavorativo e per tutte le persone che lavorano all’interno di un’istituzione culturale.

Sarah Dominique Orlandi ricorda di non lasciare nessuno indietro nella nostre organizzazioni e di considerare “la natura del web come aggregativa, connettiva. È stata ideata come una rete di interconnessioni da Tim Berners-Lee nel 1991… Il web è stato dunque progettato mettendo in primo piano le interconnessioni tra contenuti posizionati su siti e pagine diverse, e di conseguenza, più un nucleo è interconnesso, più diviene visibile ai motori di ricerca”.

Ilaria Valoti fa il punto sui vari strumenti digitali oggi a disposizione dei musei, dove il visitatore diventa co-creatore di contenuti e il museo un luogo di sperimentazione e di osservazione sul digitale.

Alessandra Falconi sottolinea l’importanza della curiosità, del gioco e della circolazione delle idee e sperimentazioni per nutrire il dibattito e far crescere il livello di innovazione e efficacia delle nostre pratiche didattiche a beneficio dell’intera comunità.

Tutte voci che ci ricordano, come dice Margherita Sani nella premessa, che oggi più che mai l’urgenza di come i musei si trovano ad affrontare sfide quotidiane per conservare una propria identità come istituti di ricerca al passo coi tempi!

Tutte le voci che ci ricordano, come dice Margherita Sani, che c’è urgenza di comunicare in modo significativo con un pubblico che non è più solo quello che varca le porte, ma anche anche quello che al museo accede online e che dunque lo fruisce anche, e forse esclusivamente, in modo virtuale.

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Buona lettura! 

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