Nessun modello di business nel settore culturale

Quest’anno abbiamo sull’aggiornamento di Melting Pro chiedendoci quali sono i valori alla base del nostro lavoro. Nel mese di aprile, grazie ai fondi Erasmus plus per la mobilità dello staff, siamo state ad Helsinki per partecipare al workshop su nuovi modelli di business nel settore culturale.

Cosa abbiamo imparato? Ce lo raccontano Antonia, Ludovica e Patrizia.

“Sono arrivata in Finlandia con l’aspettativa di trovare un modello di business da poter replicare, adattandolo, al nostro contesto lavorativo. Negli ultimi due anni ci siamo interrogate su questo a lungo… ma quello che ho scoperto, è che non esiste un modello unico, semplicemente bisogna fare tutto il necessario, affrontare i momenti di transizione senza perdere il focus sui propri valori.

Una storia che mi è rimasta impressa è quella di un piccolo teatro che ha deciso di chiedere a un esperto di aiutarli ad aumentare i loro profitti. L’obiettivo nel tempo è stato raggiunto, ma il teatro ha perso la sua identità.Non bisogna mai perdere il centro dei propri valori, qualunque sia il percorso di crescita e cambiamento che si intraprende.

Un’altra cosa che mi ha colpito è la riflessione sulla questione ambientale. Dobbiamo essere in sintonia in ascolto con quello che succede intorno a noi, non possiamo procrastinare su questo, tutte le organizzazioni culturali devono agire subito per ridurre il loro impatto ambientale. Sono emerse tantissime idee. Dobbiamo guardare in grande, essere più creativi in tal senso. Nel corso del workshop hanno portato l’esempio di un direttore di un ente culturale che non voleva curarsi della “sostenibilità” perché la sua priorità era l’efficienza ma lo staff è riuscito a dimostrare che si può essere efficienti e sostenibili allo stesso tempo.

I modelli di business dovrebbero essere dinamici, adattarsi ai bisogni del tempo. Non è più sufficiente dire che si è innovativi, bisogna aprirsi e creare lo spazio per gli altri.”
Antonia

“Molte le riflessioni interessanti emerse durante il workshop. Tra queste la differenza tra “fare progetti” ed “essere imprenditori”. Bisogna espandere il nostro orizzonte, pensare al “per sempre”, al dare lavoro, a sperimentare nuove strade e creare un team coeso necessario a raggiungere gli obiettivi di lungo termine. Bisogna aprirsi ad altri settori: come? Incontrandosi! non solo per parlare di aspetti economici ma di ciò che ognuno vorrebbe che accadesse, dei propri bisogni e delle proprie aspirazioni, “when you meet it happens!”, e infine, una domanda aperta che mi riporto a casa… Come essere sostenibile e contento nel lavoro di tutti giorni?”
Ludovica

“Sono sempre più consapevole di che il mondo della cultura possa scegliere di guardare oltre i propri confini utilizzando tutto il suo potenziale per diventare leader di una trasformazione improrogabile. Il cambiamento climatico non è più una questione che riguarda in maniera esclusiva il mondo della scienza o dell’attivismo sociale e le sinergie tra settori, le soluzioni condivise, diventano l’unica via per salvare noi stessi e il nostro pianeta.”
Patrizia: