Primo appuntamento della Conferenza Adeste+

È appena terminate il primo appuntamento della conferenza online di ADESTE PLUS #CreativeEurope. Saremmo dovuti essere a Rijeka ma ora avverrà tutto in digitale e saremo online ogni lunedì di settembre! La prima sessione, moderata da Alessandra Gariboldi di Fitzcarraldo,  ha avuto come speaker Anne Torreggiani (The Audience Agency UK) che ha condiviso delle interessanti risorse (disponibili su theaudienceagency.org/bounce-forwrads-evidence-hub) sull’importanza di raccogliere dati per capire la situazione dei nostri pubblici andando oltre la segmentazione. Da recenti ricerche nel settore culturale inglese, si può vedere come quanto siano ancora più diversi i bisogni delle nuove e delle vecchie generazioni. Gli adulti vogliono tornare in sicurezza, i giovani vogliono avere delle esperienze culturali più partecipative. Se è evidente che il digitale ha permesso una accessibilità maggiore alla cultura, risulta significativo il fatto che a partecipare sono gli utenti già attivi oppure chi quelli che normalmente hanno una scarsa offerta culturale nel proprio territorio. Inoltre, sono i nuovi format che stanno raggiungendo pubblici diversi. Lene Struck-Madsen, project manager del Progetto Applausrivela come i pubblici fedeli del settore delle performing arts in Danimarca non sono interessati agli eventi digitali.

 Nicolas Barbieri, ci ha parlato degli risultati della ricerca sul consumo culturale a Barcellona e  Mafalda Damaso ha analizzato l’aspetto politico della conversazione, presentando alcuni casi studi per parlare dell’importanza di avere conversazioni difficili con i pubblici. Altre aspetti importanti sono stati introdotti da Valentina Montalto, sull’importanza di ripensarsi e sulla collaborazione con altri settori e da Jordi Pascual sul ruolo delle città nel far conoscere le politiche culturali ai cittadini.

L’emergenza sanitaria, se pur tragica, ha permesso di sperimentare nuove forme di partecipazione e ripensare la distribuzione di potere e risorse. E ora più che mai la politica deve incoraggiare la sperimentazione, la creatività e gli operatori culturali devono immaginare modalità diverse di fruizione per i propri pubblici.

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